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Decreto 14 febbraio 2025 e Manuale gestionale

Decreto 14 febbraio 2025 e Manuale gestionale: cosa sapere per allevamenti e strutture con animali

Chi desidera aprire un allevamento di cani, una pensione, un rifugio o più in generale una struttura destinata alla detenzione di animali deve essere consapevole di un aspetto fondamentale: oggi la gestione degli animali richiede un livello sempre più alto di organizzazione, tracciabilità e responsabilità.

Non basta avere spazi disponibili, box, recinti o aree esterne. Una struttura che ospita animali deve essere pensata, gestita e documentata in modo corretto, nel rispetto del benessere animale, della sicurezza sanitaria, della biosicurezza e delle procedure previste dalla normativa.

In questo contesto si inserisce il Decreto del Ministero della Salute 14 febbraio 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 155 del 7 luglio 2025, intitolato “Caratteristiche strutturali e funzionali degli stabilimenti che detengono animali nonché la gestione della movimentazione tra stabilimenti e tra habitat diversi”. Il decreto definisce le caratteristiche strutturali, funzionali e di biosicurezza degli stabilimenti che detengono animali e disciplina anche la gestione delle movimentazioni tra stabilimenti e habitat diversi.

Uno degli aspetti più importanti introdotti dal decreto è il riferimento al Manuale gestionale, un documento che raccoglie protocolli, procedure e informazioni necessarie per dimostrare che la struttura venga gestita in modo corretto. Il manuale deve essere elaborato e mantenuto aggiornato dall’operatore per tutto il periodo di svolgimento dell’attività.

Questo documento non deve essere visto come un semplice adempimento burocratico, ma come uno strumento operativo. Serve a descrivere come vengono gestiti gli animali, gli ambienti, la pulizia, la sanità veterinaria, la formazione del personale, la movimentazione degli animali, la biosicurezza, l’uso dei farmaci veterinari e le eventuali situazioni di rischio.

Per chi si occupa di cani, il messaggio è chiaro: la gestione di una struttura cinofila non può essere improvvisata. Che si tratti di un allevamento, di una pensione, di un rifugio o di un’altra attività con animali, è necessario ragionare in termini di organizzazione, prevenzione, benessere e controllo.

Il decreto conferma quindi una direzione ormai evidente: il settore della detenzione professionale degli animali si sta orientando verso modelli più strutturati, nei quali non conta solo la presenza fisica di spazi adeguati, ma anche la capacità di dimostrare come quegli spazi vengono utilizzati e gestiti ogni giorno.

Per questo motivo, chi sta valutando di aprire un allevamento di cani dovrebbe informarsi fin dall’inizio presso il Servizio Veterinario dell’ASL competente, il SUAP del Comune e i professionisti di riferimento, così da verificare quali obblighi siano effettivamente applicabili alla propria attività.

Cos’è il Manuale gestionale

Il decreto definisce il Manuale gestionale come il documento che contiene protocolli e procedure per la corretta gestione degli stabilimenti. Deve essere elaborato e tenuto aggiornato dall’operatore per tutto il periodo in cui svolge la propria attività.

Quindi non è un semplice modulo burocratico. È più simile a un manuale operativo interno, dove la struttura deve dimostrare di sapere come gestire gli animali in modo organizzato, sicuro e controllabile.

Il decreto richiama prescrizioni minime su:

  • benessere animale;
  • buono stato di salute degli animali;
  • corretta gestione del farmaco veterinario;
  • sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • biosicurezza secondo il principio “One Health”.

Perché è importante per chi vuole aprire un allevamento

Per un articolo su “come diventare allevatore di cani”, questo decreto è utile perché conferma una tendenza molto chiara: la gestione degli animali sta andando verso una maggiore professionalizzazione.

Non basta più dire: “ho spazio, ho dei box, ho dei cani”. La direzione normativa è quella di chiedere strutture più organizzate, procedure scritte, tracciabilità, gestione sanitaria, formazione e responsabilità.

Il decreto prevede che gli operatori, in fase di prima registrazione o riconoscimento, presentino il Manuale gestionale insieme alla domanda. Il Servizio Veterinario ufficiale valuta sia il rispetto delle indicazioni dell’allegato sia la corretta compilazione del manuale ai fini della registrazione in BDN.

Per le strutture già registrate o riconosciute, il decreto prevede l’adeguamento alle prescrizioni dell’Allegato I e l’inserimento del Manuale gestionale in BDN entro dodici mesi dall’entrata in vigore del decreto.

Qui però farei una precisazione prudente nell’articolo: per capire se e come questo obbligo si applichi al singolo allevamento canino, è sempre necessario verificare con il Servizio Veterinario ASL competente, perché l’applicazione concreta dipende dalla tipologia di stabilimento, dalla registrazione in BDN e dall’inquadramento dell’attività.

Cosa deve contenere il Manuale gestionale

L’Allegato I è molto concreto. Prevede, tra le altre cose, che il manuale contenga:

  • riferimenti aziendali;
  • indirizzo e dati della struttura;
  • categoria di stabilimento;
  • mappa catastale;
  • planimetria con destinazione d’uso dei locali;
  • descrizione della recinzione perimetrale;
  • aree di accoglienza;
  • zona stoccaggio e preparazione mangimi;
  • locali veterinari;
  • zone di isolamento;
  • zone per gravidanza e cure parentali;
  • organigramma;
  • curriculum e formazione dell’operatore e dello staff;
  • direttore sanitario o medico veterinario qualificato, dove previsto;
  • autorizzazioni;
  • analisi dei pericoli;
  • descrizione delle attrezzature;
  • elenco fornitori di mangimi;
  • descrizione dell’attività;
  • piano economico o bilancio della struttura;
  • elenco delle procedure operative.

Questa parte è molto utile per il tuo articolo, perché permette di far capire al lettore che un allevamento serio non si improvvisa.

Le procedure richieste

Il decreto elenca anche una serie di procedure che lo stabilimento deve prevedere. Tra queste:

  • formazione del personale;
  • gestione degli accessi di persone, tecnici, volontari, pubblico o acquirenti;
  • gestione degli animali;
  • controllo dei parametri ambientali;
  • controllo qualità dell’acqua;
  • gestione sanitaria veterinaria;
  • gestione del farmaco veterinario;
  • pulizia e disinfezione di locali e attrezzature;
  • gestione degli infestanti;
  • gestione carcasse e sottoprodotti di origine animale;
  • smaltimento rifiuti e reflui;
  • manutenzione delle strutture;
  • identificazione e rintracciabilità;
  • registrazione delle non conformità.

Questa è una parte perfetta per rafforzare il messaggio che vuoi dare: allevare cani non significa solo far nascere cuccioli, ma gestire una struttura viva, complessa e sottoposta a responsabilità sanitarie, etiche e organizzative.

Verifica veterinaria annuale

Un punto molto importante è la verifica annuale. L’Allegato I prevede che almeno una volta l’anno venga effettuata una verifica dello stato generale degli animali detenuti e delle strutture di detenzione da parte di un medico veterinario individuato dall’operatore. Il veterinario deve redigere una relazione da inviare al Servizio Veterinario territorialmente competente, e una copia deve essere conservata dall’operatore per tre anni.

Questa parte è molto forte per il tuo articolo, perché dimostra che il benessere animale non dovrebbe essere lasciato alla percezione soggettiva dell’allevatore, ma controllato e documentato.

Controlli e conseguenze

Il decreto prevede che le autorità competenti verifichino la presenza del Manuale gestionale e la conformità dello stabilimento ai principi generali dell’Allegato I. In caso di violazione, possono esserci sospensione dell’attività e, nei casi più gravi, ritiro dei titoli posseduti.

In caso di violazioni sanabili rilevate per la prima volta, l’autorità può ordinare all’operatore di rimuovere le irregolarità entro un termine. Se l’operatore non si adegua, può essere disposta la sospensione dell’attività per 45 giorni e, in caso di ulteriore mancato adeguamento, il ritiro dei titoli.

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